di: Carmelita Cianci

Weekend in Abruzzo, dall’Alto Sangro alle Terre dei Peligni

Itinerario di 48 ore in Abruzzo

L’estate è arrivata, ma l’Abruzzo non è solo mare, anzi è soprattutto entroterra montano.

Oggi vi portiamo a fare un giro in provincia dell’Aquila, per l’esattezza nell’Alto Sangro e nelle Terre dei Peligni.

L’Alto Sangro, che prende il nome dall’omonimo fiume che lo attraversa, si sviluppa in un’area compresa tra i Monti Marsicani, e confina a est con gli Altipiani maggiori, a ovest con la regione Lazio, a sud con il Molise e a nord con la Marsica.

Il comprensorio coincide in buona parte con il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e arriva a toccare il versante occidentale del Parco Nazionale della Majella.

Le Terre dei Peligni si estendono su un’area che comprende la Valle Peligna e la Valle del Sagittario, un territorio lambito da tre Parchi Nazionali (D’Abruzzo Lazio e Molise, della Maiella e del Sirente Velino), e da riserve come quella del Sagittario, del Genzana, del Gizio, di San Venanzio e di Monte Corvo, in un contesto naturalistico generoso di biodiversità.

PRIMO GIORNO

Pescocostanzo
Il Tombolo
Pescocostanzo
Le miccole, lenticchie
Nei luoghi della transumanza
Territorio di paste filate

15.00 - Nel borgo antico di Pescocostanzo
Iniziate il vostro giro con una passeggiata a Pescocostanzo, uno dei borghi più belli d’Italia dalla storia antichissima. Siamo a quasi 1400 metri di quota, sul versante occidentale del Parco Nazionale della Majella. Il centro storico è caratterizzato da edifici in pietra, imponenti palazzi signorili e strade lastricate. L'architettura riflette le origini medievali del paese, con luoghi d’interesse come la Chiesa di Santa Maria del Colle, il Palazzo del Municipio, Palazzo Grilli e Palazzo Fanzago che ospita al suo interno il Museo del Merletto e del Tombolo: il paese è infatti rinomato per un’importate tradizione legata all’artigianato.
Tra le altre attrattive le suggestive faggete del vicino Bosco di Santo’Antonio, che durante l’inverno si prestano anche allo sci di fondo, e poco distante il Piano delle Cinque Miglia, terra di grani antichi come la Solina e legumi come le miccole (lenticchie).
Prima di lasciare Pescocostanzo è doveroso fare incetta del tipico caciocavallo e assaggiare la locale pizzella.

18.30 - Tra Rivisondoli, Roccaraso e Castel di Sangro
Scendendo verso Castel di Sangro, lungo la strada potrete fare un pit stop alle vicine Rivisondoli e Roccaraso, località un tempo elette alla pastorizia e alla transumanza, che negli ultimi 50 anni sono diventate un punto di riferimento per il turismo invernale nel Centro Italia. A Castel di Sangro concedetevi una birra artigianale e una visita al Birrificio Abruzzese: l’ispirazione è di scuola inglese e belga, con largo spazio all’alta fermentazione e alle rifermentate in bottiglia.

20.30 - Ospiti di Niko Romito
A Castel di Sangro è imprenscindibile una tappa da Niko Romito: lo chef tre stelle Michelin, precursore dell’alta cucina abruzzese, vi accoglierà in un ex monastero cinquecentesco, lambito da vigneti in quota, che ospita al suo interno il ristorante, l’albergo e la scuola di formazione.

SECONDO GIORNO

Barrea
Trekking nel Parco
Il cervo
Formaggio a latte crudo del Parco
Valle Scannese
Scanno
L'abito tipico
La Presentosa
Il lago di Scanno
San Domenico
Pacentro

9.00 - Nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
Immergetevi nella natura primitiva e incontaminata del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, qui sarà facile imbattersi nella fauna locale, in particolare nel cervo.
Incontrerete una miriade di piccoli borghi a cominciare da Barrea che ha un colpo d’occhio unico sull’omonimo lago, e poi la pittoresca Civitella Alfedena, il paesino più piccolo della vallata, dove è possibile  visitare l’area faunistica del lupo. A una manciata di chilometri i borghi di Villetta Barrea e Opi, quest’ultimo situato in un incredibile contesto naturale, circondato da verdi montagne, offre un panorama mozzafiato sul monte Marsicano, monte Greco, monte Amaro e il Petroso.
Se amate il trekking avrete l’imbarazzo della scelta, sono davvero tanti i tracciati che si snodano all’interno del Parco. Per una tranquilla passeggiata, adatta anche per le famiglie, consigliamo la Camosciara e i sentieri della Valfondillo.

13.00 - A Pranzo da Valle Scannese, alla scoperta di formaggi d’eccezione
Attraverso Passo Godi arriverete alle Porte di Scanno, qui potrete pranzare al Bio Agriturismo Valle Scannese, l’azienda agricola fondata dal pastore e custode Gregorio Rotolo. Imperdibili i formaggi a latte crudo, come il Gregoriano, il caciocavallo barricato e la ricotta scorza nera.

15.00 - Scanno, il borgo dei fotografi
Uno dei borghi più belli d’Italia, Scanno è stato immortalato negli scatti di Cartier Bresson e M.C. Escher. Fate una passeggiata nel paese che vanta una secolare tradizione nella lavorazione di oro e argento a filigrana sottile. Il risultato è la Presentosa, miniatura che ricorda i rosoni in gotico fiorito. A Scanno potrete apprezzare anche il pan dell’orso: preparazione che ricorda quella del parrozzo, ma ne differisce per l’utilizzo di miele e burro nell’impasto. L’indirizzo è quello della pasticceria Di Masso.
Appena fuori dal paese, se volete ammirare il vicino lago di Scanno dall’alto, vi basterà seguire il Sentiero del Cuore che con circa un'ora di cammino vi condurrà su una terrazza panoramica dove poter contemplare il lago.

17.00 - Nella Riserva Naturale Gole del Sagittario
Lasciando il lago di Scanno, in circa dieci minuti di macchina, sarete a Villalago, un altro borgo che merita la sosta, subito dopo incontrerete le acque cristalline del lago di San Domenico, nelle immediate vicinanze l’omonimo eremo. A pochi chilometri la suggestiva Castrovalva, frazione del paesino di Anversa degli Abruzzi, che si erge sulla cresta del Monte Sant’Angelo.

19.30 - Passeggiata con cena a Pacentro
Raggiungete la splendida Pacentro. Il borgo, tra i più belli d’Italia, svetta a circa 800 metri di quota ed è la porta d’accesso al Parco Nazionale della Majella. Il paese è famoso per la corsa degli zingari che si tiene ogni anno la prima domenica di settembre.
Cenate  alla Taverna de li Caldora, un autentico viaggio nella tradizione agropastorale locale.

TERZO GIORNO

Acquedotto di Sulmona
Badia Morronese
Badia Morronese
Confetti di Sulmona
Cattedrale di San Pelino, Corfinio

9.00 - Ars, eros e cibus, Sulmona
Siete nel cuore della Valle Peligna, nella città che diedi i natali al poeta Ovidio e che lega il suo nome a innumerevoli specialità gastronomiche, come i confetti, il torrone e l’esclusivo aglio rosso. Fate una passeggiate nel centro storico e visitate piazza XX settembre con la statua di Ovidio, piazza Garibaldi con il suo acquedotto e la fontana del Vecchio, e che ogni anno ospita la Madonna che scappa (a Pasqua) e La Giostra Cavalleresca (a fine luglio).
Poco fuori, la splendida Badia Morronese, anche sede del Parco Nazionale della Majella, che al suo interno ospita il Museo Galleria dell’aglio rosso.
Nelle immediate vicinanze potrete raggiungere il belvedere alle pendici del Morrone, dove sorgono un punto ristoro e un'area picnic. Dal belvedere affacciato sulla valle Peligna, si può scegliere di salire all'eremo di Sant'Onofrio, oppure scendere al sito archeologico del Santuario di Ercole Curino.

11.00 - Andar per Cantine e Frantoi
Siete nella terra d’elezione del Montepulciano d’Abruzzo, quindi è necessario visitare qualche cantina e fare incetta di vino, tra Prezza, Vittorito e Pratola Peligna avrete l’imbarazzo della scelta, ovviamente è sempre bene chiamare e prenotare per verificare la disponibilità e l’apertura. Anche l’olio evo non è da meno, qui la tradizione è quella del blend ottenuto dalle cultivar di Rustica e Gentile dell’Aquila, tuttavia negli ultimi anni alcune realtà stanno sperimentando il monovarietale di Rustica con importanti risultati e riconoscimenti.

13.00 - Pranzo a Pettorano Sul Gizio
Per il pranzo della domenica fate una sosta a Pettorano sul Gizio, paesino che è tornato alla ribalta per i mugnoli.
L’indirizzo da segnare è quello del Torchio, ristorante rustico dove potrete apprezzare un pranzo all’aperto con vista. A tavola si gustano piatti tradizionali e di stagione, con un’attenta e minuziosa selezione della materia prima, rigorosamente locale.

15.00 - Corfinio, l’antica capitale Italica
Non potete lasciare la Valle Peligna senza visitare quella che è stata l’antica capitale Italica ovvero Corfinio. Le sue origini risalgono al IX-X secolo a.C. Qui venne coniata la moneta che per la prima volta recava la dicitura “Italia”. Meritano una visita la cattedrale San Pelino, il Museo archeologico, i resti dell'acquedotto e delle terme di epoca romana.

 

Scoprite le tipicità e i produttori dell'Alto Sangro e delle Terre dei Peligni sui portali enogastronomici altosangro.gustaias.itterredeipeligni.gustaias.it 


I ristoranti segnalati nell'itinerario sono presenti nelle ultime edizioni delle principali guide enogastronomiche (Gambero Rosso, Slow Food, Michelin).

 

 

[Crediti | Foto di Gal Abruzzo Italico e Carmelita Cianci]