di: Sabrina De Luca

MAIELLA E GRAN SASSO

Tra leggenda e storia, l'elemento femminile nella montagna

Il rapporto tra l'Abruzzo e l'elemento femminile passa attraverso la relazione ancestrale con la Montagna Madre, la Maiella, che si estende tra le province di Chieti, L'Aquila e Pescara ed insieme al Gran Sasso, situato più a nord, appartiene all'Appennino abruzzese che si conclude, nella parte settentrionale, con i Monti della Laga che ricomprendono le province de L’Aquila e Teramo ed una parte del territorio delle Marche e del Lazio.  

 

LA LEGGENDA DELLA MAIELLA

La favola popolare vuole che il nome derivi da Maia, una delle stelle della costellazione delle Pleiadi, che riparò sulle montagne del Gran Sasso per salvare suo figlio Mercurio che, invece lì morì e lì fu sepolto. Maia, distrutta dal dolore, si lasciò andare e fu inumata nella montagna di fronte che, proprio da lei, prese il nome di Majella, oggi definitivamente denominata Maiella. Per chi provenga dal versante nord, verso l'entroterra di ponente, non sarà difficile scorgere, osservando la catena montuosa del Gran Sasso, il profilo del gigante che dorme. La verità accertata è che il nome Maiella altro non sia che l’evoluzione del nome originario di Magella, come sembrerebbe testimoniare un documento contenuto nel Chronicon Casauriense  dell’abbazia di San Clemente a Casauria, in cui si legge l'espressione “de pedemontis Magelle”.

LA STORIA NEL PARCO DELLA MAIELLA

Dea di Rapino- Museo Civitella Chieti
Il Parco della Maiella- fotogiuseppemauriziomonaco_paesaggio

Ma se la favola popolare è nell’immaginario, testimonianza reale del legame è la Dea di Rapino, una piccola statua di bronzo rinvenuta nel 1932, vicino al Santuario italico della Grotta del Colle di Rapino, in provincia di Chieti, e risalente al III sec. a.C. Il reperto appartiene alla collezione del Museo Archeologico Civitella di Chieti. La tesi più accreditata è che la figurina riproduca una sacerdotessa nell'atto di fare un'offerta alla dea Cerere, divinità della terra e dell'agricoltura, simbolo della nascita della natura e dei suoi frutti. Dal 1991 è stato istituito il Parco Nazionale della Maiella, esteso su 62.838 ettari di terreno con ben 7 riserve naturali statali, una ricca fauna vertebrata tra mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi, migliaia di specie vegetali che rappresentano un terzo dell'intera flora italiana. Dal 2021 fa parte del sistema dei geoparchi mondiali UNESCO. Il Parco conduce una intensa attività formativa.Terminata da poco, la raccolta dati presso il campo del comune di Pettorano sul Gizio finalizzato allo studio ed alla caratterizzazione dei caratteristici “Mugnoli”. Lo studio,sostenuto da GAL Abruzzo Italico - Alto Sangro, è stato condotto dai tecnici del Parco coadiuvati dal personale della Soc. Cooperativa “Valleluna”.

Per saperne di più sui mugnoli  LEGGI SAPORI

Per info sul parco https://www.parcomajella.it/ 

LA COLOMBA DEL GRAN SASSO

Il Corno Grande del Gran Sasso- foto Archivio Ente Parco

Non ci riferiamo certo al volatile, seppur un simbolo di pace questa storia ce l'ha. Infatti anche il Gran Sasso, il gigante che dorme, conserva un segreto declinato al femminile. La storia di Santa Colomba, sorella di Bernardo, vescovo di Teramo, nata intorno al 1100 ed eremita sul Monte Infornace. Santa Colomba visse, fino all'età di 16 anni, in una grotta a 1234 m. di quota. La figura della Santa rappresenta un rarissimo, se non unico, caso di alpinismo eremitico femminile, sicuramente la prima scalatrice a sfidare le segrete cime del Gran Sasso. Alla sua morte, lì dove ella visse nel silenzio, Berardo fece costruire una piccola chiesa, l'Eremo di Santa Colomba, oggi raggiungibile nel territorio di Isola del Gran Sasso d'Italia, frazione Pretara (Te). 

Nel 1991 è stato istituito il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga http://www.gransassolagapark.it/