La primavera che porta con sé i primi aliti di vento caldo e tramonti prolungati, risveglia la voglia di rimettersi in macchina e, ancor di più, di cedere alla tentazione di pianificare le vacanze estive. Economicità, ampia offerta culturale, svaghi serali, eterogeneità di destinazioni da perlustrare, enogastronomia di qualità, tutte queste sono prerogative della regione Abruzzo, meta ideale per un weekend stagionale o per una vacanza prolungata.

In questo mese di aprile vi consigliamo degli itinerari, tra il sacro di eremi e chiese ed il profano di castelli e musei, e lo facciamo in quell'areale delle Terre Pescaresi che abbraccia Gran sasso e Maiella fino alla costa del Mare Adriatico per risalire sulle colline che, ricche da vigneti ed uliveti, sono l'essenza della tipicità del paesaggio della provincia di Pescara. Pronti a partire?

https://www.terrepescaresi.it/

EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO- Roccamorice

Arrivare a Roccamorice: da qui si segue la segnaletica Fonte Tettone-Blockhaus, dopo circa 4 km mantenere  la destra seguendo la segnaletica per l’Eremo di Santo Spirito-Eremo di San Bartolomeo. Si prende quindi un ulteriore bivio verso destra seguendo la segnaletica Eremo di San Bartolomeo. Parcheggiare poco prima del ristorante Macchie di Coco e poi prendere il sentiero per circa 1.5 Km.

L'Eremo di San Bartolomeo in Legio fu ricostruito da Pietro da Morrone alla metà del XIII secolo, sfuttando una cengia rocciosa a mezzacosta sulla parete che domina il Vallone di S. Spirito. L’oratorio è quasi interamente incastonato nella roccia; sopra un piccolo altare cinquecentesco vi è una nicchia contenente una statua ottocentesca di San Bartolomeo, realizzata in legno di fico. Il Santo è raffigurato con un coltello nella mano destra e la propria pelle a tracolla (martirio mediante scorticatura). All'interno dell'eremo, sotto una pietra squadrata, vi è una piccola risorgenza d'acqua atribuita ad un miracolo del Santo, che la fece sgorgare picchiando per terra con una catena della chiesa, in virtù del quale quest'acqua avrebbe proprietà taumaturgiche. San Bartolomeo viene festeggiato a Roccamorice il 25 agosto, portando la piccola statua in processione fino alla chiesa parrocchiale.
Sulla facciata della chiesetta si possono apprezzare due affreschi del XIII secolo: una Madonna col Bambino e un Cristo benedicente.
Nel 1320 l’eremo era ancora abitato ma, nel corso nel Trecento, venne progressivamente abbandonato.

Località Vallone di S. Spirito - Tel. (0039)0858572132 - E-mail: info@majambiente.it 

 

CASTELLO CANTELMO- Popoli

Siamo nella cittadina di Popoli nella quale si arriva percorrendo la Statale 5. Il Castello è situato alle pendici del Monte Morrone a dominare l'abitato sottostante, il “castrum populi” era di grande importanza strategica in quanto presidiava il passaggio obbligato delle “gole di Popoli”. Fu fatto edificare nel 1015 dal vescovo Tidofo durante il periodo dell'incastellamento dei borghi per scopi difensivi. Di impianto triangolare, nella parte alta si erge una torre-puntone pentagonale (c.d. “mastio o maschio” del castello) ed altre due torri nella parte sottostante di il “castrum populi”. Queste tre torri hanno sempre rappresentato nel corso dei secoli il simbolo della città di Popoli, unite tra loro da tre muri di cinta. Alla fine del XV sec. il Conte Restaino Cantelmo fece edificare il torrione, la cosiddetta “torre rotonda”, affiancata da altri due corpi. La tipologia di castello-recinto è molto diffusa in Abruzzo, così come molto sviluppata in tutta Italia.

Info :Tel. (0039)08598701 - E-mail: info@comune.popoli.pe.it

 

 

SANTO SPIRITO A MAJELLA- Roccamorice

L'Eremo di Santo Spirito a Majella rappresenta uno dei complessi monastici più importanti della Majella, di grande fascino e suggestione per la collocazione ai piedi di una impressionante parete. Il nucleo originale, scavato nella roccia e situato sotto l'attuale chiesa, era probabilmente abitato prima del Mille. Nel 1053 ospitò il futuro papa Vittore III. Alla metà del XIII secolo Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, compie la sua opera di ricostruzione anche in quest'eremo, diventando la “casa madre” dell’Ordine di S. Spirito della Maiella (poi Ordine dei Celestini). Abbandonato nel Trecento, venne restaurato ed ampliato sul finire del XVI secolo. Soppresso l'Ordine dei Celestini nel 1807, la badia fu nuovamente abbandonata. Il complesso si compone di tre parti: la prima con la Chiesa , l'antico eremo scavato nella roccia ed un'ala abitativa edificata su due livelli; la seconda costituita dai locali di servizio del convento; quindi la foresteria, anche chiamata Casa del Principe perché fatta costruire dal nobile Marino IV Caracciolo, il quale nel corso del XVII secolo vi si ritirò in meditazione, oltre alla scenografica scalinata scavata nella roccia che conduce all'oratorio della Maddalena.

€ 3 biglietto ordinario, gratuito per i residenti e per minori di età inferiore ai 14 anni compresi, per portatori di handicap e guide turistiche.

Info: Tel. (0039)0858572132 - E-mail: info@majambiente.it 

 

 

COLLE DELLA CIVITA-Roccamorice

Si raggiunge percorrendo la Strada Statale 64. Si tratta di un gruppo di capanne a cupola costruite in pietra a secco ed utilizzate per le attività agropastorali che durante l'estate sfruttavano anche i declivi montani per le colture più resistenti al freddo, come il grano di solina ed il farro, oltre all'abbondanza di pascoli. Questo piccolo e caratteristico villaggio, situato a oltre 1100 m. di altezza, è stato realizzato nel 1940 grazie all'opera di Giuseppe Parete di Roccamorice, su commissione di Agostino Palumbo, e ultimato in circa 40 giorni da un gruppo di 15 lavoratori. Troviamo abitazioni con pavimenti lastricati e corredati da camino e ripostigli, ovile, recinto per il bestiame, deposito per gli attrezzi da lavoro. Il versante pescarese della Majella è particolarmente ricco di questo tipo di costruzioni che, con varie tipologie costruttive, venivano utilizzate come rifugi occasionali o come vere e proprie abitazioni stagionali, come nel caso di Colle della Civita.

La Coop. Majambiente organizza escursioni in estate tutti i giorni ed in bassa stagione solo il sabato e la domenica, ovviamente su prenotazione al n. 085/922343. Le tariffe sono consultabili sul sito indicato e cambiano a seconda della durata dell'escursione: 20 persone con guida € 60.

Info: Tel. (0039)085922343 - E-mail: Info@majambiente.it

MUSEO DELLE TRADIZIONI E DELLE ARTI CONTADINE- Picciano

Con il MUTAC si è realizzato un vero e proprio recupero storico della civiltà contadina d'Abruzzo, che ha portato poi alla realizzazione di laboratori nati con la finalità di trasmettere il patrimonio storico contadino ai posteri attraverso la conservazione di usi e costumi. Nato dall'intuizione dell'illustre Prof. Di Silverio, oggi è una realtà museale di grande fascino per le sue suggestive ricostruzioni d'ambiente ed un vero e proprio fiore all'occhiello fra i beni culturali abruzzesi.

Tutti i giorni su prenotazione ed in particolare il sabato, la domenica ed i giorni festivi dalle ore 15.30 alle 19.30.
Intero € 5,00; ridotto € 4,00; scuola € 3,00; bambini di età inferiore ai 3 anni gratuito

Viale dei Pini, 17 - Tel. (0039)0858285452 - E-mail: info@mutac.org

CHIESA DI SAN VALENTINO E DAMIANO- San Valentino in Abruzzo Citeriore

Dallo stato di degrado in cui la Chiesa era giunta nel Settecento, fu interamente ricostruita in stile barocco nel 1777 dalla scuola vanvitelliana secondo una rielaborazione del modello offerto dalla Chiesa del Gesù a Roma, mentre l'interno, con le sue decorazioni a stucco, fu affidato all'opera del maestro Terzani. Una volta ultimata nel 1844-46, fu il terremoto del 1915 a distruggerne la facciata, poi ricostruita tra il 1920 ed il 1930 con le due torri campanarie su progetto di Antonino Liberi. Rappresenta quindi un singolare e riuscito esempio di commistione stilistica.

Piazza Duomo - Tel. (0039)0858574116 

COMPLESSO DI SAN PANFILO FUORI LE MURA-Spoltore

La Chiesa di San Panfilo fuori le mura, sede della locale Prepositura fino al 1604, è stata aperta al culto prima del 1070. La pianta basilicale con vestibolo presenta l'aula divisa in tre navate e tre campane con arcate longitudinali a tutto sesto. Il soffitto in tavole di legno è decorato a cassettoni. La facciata è stata oggetto di importanti ristrutturazioni nel 1480, a cura del Ranciano, e nel 1489. Dopo i citati due interventi essa diventa piatta con frontale ad arco ribassato. Il portale, sormontato da un'architrave, presenta due mensole decorate a girali e motivi di rose, tipiche dell'arte abruzzese. Nell'interno possiamo ammirare l'altare maggiore dedicato al Protettore San Panfilo e sei altari laterali, tre in stile barocco e tre in stile neoclassico. Il campanile barocco, realizzato forse su una struttura più antica, presenta una pregiata cupola ottagonale, ed è monumento nazionale.

Aperto al pubblico solo nelle festività.

Via del Convento - Tel. (0039)0854961216

 

 

TOMBE RUPESTRI SAN GIOVANNI- Serramonacesca

Il sito si raggiunge seguendo la strada provinciale per San Liberatore. Le tombe rupestri risalgono all’VIII-IX secolo, probabilmente realizzate da un gruppo di eremiti che frequentavano le vallate circostanti. Le nicchie scavate nella roccia, seguite da una piccola cappella, avevano lo scopo di accogliere le spoglie mortali dei defunti nella bellezza suggestiva di questa piccola vallata erosa dal fiume Alento. Le tombe sono visibili seguendo un breve percorso intervallato da un ponticello e circondato da vegetazione e cascatelle.

Sempre aperto.

 Tel. (0039)0871898143 - E-mail: info@ilgrandefaggio.it

EREMO DI SANT'ONOFRIO-Serramonacesca

La costruzione, in parte in muratura (sec. XII), in parte scavata nella roccia, servì da cenobio ai monaci di San Liberatore e, in seguito, divenne una grancia del monastero, dove venivano curati gli interessi agricoli e pastorali dello stesso. L’eremo è un punto di riferimento della devozione pastorale che vi pratica ancora lo strofinio rituale della pietra nella nicchia dove si dice che dormisse il Santo. Da quest'ambiente, interamente scavato nella roccia, si accede ad una grotta e ad un cunicolo. Nella Chiesa, posta all'esterno dell'eremo originario, sull'altare vi è un'interessante statua del santo eremita, coperto dalla sola barba e dai lunghi capelli bianchi.
Il 12 giugno il luogo è meta di un suggestivo pellegrinaggio che riporta in processione la statua di Sant’Onofrio fino alla Parrocchiale di Serramonacesca.

Contrada Brecciarola - Tel. (0039)0871898143 - E-mail: info@ilgrandefaggio.it